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Rethink hotels

Ormai lo sapete che ci piacciono tutti i tipi di hotel, dai castelli in campagna ai boutique hotel di città. E diciamoci la verità, alcuni hotel sono meno complicati di altri. Per esempio, quelli nei castelli seguono una formula che è stata perfezionata già secoli fa, mentre i cosiddetti "hip hotel" richiedono un maggiore sforzo intellettuale- poter contare su un designer famoso o uno chef di fama internazionale di sicuro aiuta a farsi notare. Questo è però solo metà dell'opera, perché trasformare un hotel in un autentico centro di aggregazione sociale dove moltitudini di persone interessanti si incontrano in una miriade di modi diversi è qualcosa che richiede un certo non so che.

Di cosa si tratti esattamente non lo sappiamo ancora. Quindi abbiamo deciso di aprirci ai suggerimenti. In partnership con Jovoto, una comunità online di creativi, vi sfidiamo a ideare e mettere in gioco la vostra idea di hotel perfetto: non parliamo solo di una lobby fotogenica o di una discoteca super esclusiva, ma di un hotel che possa rappresentare un vero e proprio fulcro di incontri creativi, dove fare nuove conoscenze stimolanti e sviluppare inestimabili connessioni di ogni genere. In parte è anche una gara di design, ma la sfida è soprattutto a livello concettuale, di fattibilità e di estetica.

La giuria vanta tra le sue fila nomi importanti del nostro settore come Brent Hoberman di lastminute.com, Shuwa Tei (l'architetto del Claska Hotel di Tokyo) e il nostro Laurent Vernhes. I concetti più promettenti saranno inclusi in forma virtuale nella collezione Tablet e sottoposti ad un accurato esame da parte del pubblico più esigente a cui possiamo pensare: i viaggiatori Tablet.

Su www.jovoto.com troverete la descrizione del concorso e tutte le sue clausole. Visitate il sito per saperne di più e per iscrivervi. Ma, qualunque cosa decidiate di fare, non dimenticate di ritornare su questa pagina per puntuali aggiornamenti durante tutte le fasi del concorso.

Una chiacchierata con l'uomo che sta dietro il progetto Rethink Hotels, il nostro cofondatore Laurent Vernhes.

Perché organizzare questo concorso gara? E perché un social hotel?
Perché il settore turistico-alberghiero ha bisogno di un maggiore sviluppo a livello concettuale. Naturalmente non c'è nulla di superficiale nel seguire formule già affermate, quando ben realizzate. Anche questo richiede talento e duro lavoro. Ma ci teniamo a contribuire alla creazione di nuove formule e a dare nuova energia a un'industria che in genere si muove molto lentamente.

Un urban hotel vuole essere un luogo d'incontro in grado di stimolarne la voglia di interagire con chi non si conosce, più di quanto saremmo portati a fare nella vita di ogni giorno. Sono ottimista di natura e credo che da tali interazioni possano nascere cose interessanti.

Che sarà a fare di questa sfida un successo?
Partecipazione, impegno e passione. E sembra che siamo già sulla strada giusta. Abbiamo stimolato un grande interesse e siamo convinti che saranno in molti a poter produrre qualcosa di estremamente interessante. Spero che i frutti di questo impegno si mostreranno proprio all'interno del concorso, ma sono comunque molto fiducioso sul fatto che in un modo o nell'altro qualcosa si sta muovendo.

Vi sono concetti elaborati in passato o hotel già esistenti che si avvicinano a quello che lei ha in mente?
C'è Ian Schrager, per esempio, a cui si deve la reintroduzione dell'ormai praticamente scomparso design contemporaneo negli urban hotel. Schrager ha un vero talento per la vita notturna e ha fatto sì che ogni suo hotel avesse un bar dove non era possibile annoiarsi. In ogni caso si è trattato solo di un ricambio generazionale, perché la struttura di base non era molto diversa da quella che ha reso famoso Conrad Hilton. E neanche dalla formula dei classici grand hotel, con i loro bar esclusivi, gli aperitivi nelle lobby e quello che a quel tempo era considerato il buon gusto contemporaneo.

Una delle maggiori fonti di ispirazione per questa sfida è il Claska, a Tokyo, disegnato da Shuwa Tei, che è anche membro della nostra giuria. Quest'hotel ha cambiato gestione un paio di volte, quindi la sua forma attuale non è esattamente quella originale. L'hotel è organizzato in livelli e ogni piano ha una funzione diversa: spazio per uffici in comune; appartamenti; spazio eventi; camere d'albergo; un bar ristorante buono ma non caro e che quindi attrae sia coloro che vivono che coloro che lavorano nell'hotel; una fornita libreria e un negozio di dischi.

Quest'iniziativa potrebbe essere il primo passo diretto di Tablet nel mondo dell'hotel business?
Mentirei se dicessi che non siamo tentati di entrare a far parte del settore alberghiero nel senso fisico del termine.

Abbiamo iniziato con un approccio editoriale, osservando e reagendo a quello che vedevamo nel settore alberghiero. Ora vogliamo agire da innesco e stimolare maggiori innovazioni. È di certo un gran passo, passare dal ruolo di commentatore a quello di attore. Anche adesso svolgiamo un ruolo attivo occupandoci delle prenotazioni: non ci limitiamo a sederci e fare commenti, ma ci mettiamo in gioco in prima persona finanziariamente e con la nostra reputazione attraverso le nostre recensioni. Ci tenta l'idea di spingerci oltre e assumere direttamente il controllo creativo di un hotel, ma questo richiede competenze che non abbiamo ancora avuto modo di sviluppare.

Se il concorso ci farà scoprire qualcosa di davvero innovativo, inseriremo questo "hotel virtuale" nella nostra selezione dei veri hotel e vedremo se è in grado di attrarre interesse e prenotazioni. Senza alterarne il concetto, possiamo cambiare i servizi, i prezzi, il luogo e anche il nome dell'hotel e raccogliere dati sulle reazioni dei viaggiatori a questi cambiamenti. Si tratta di qualcosa che nessun proprietario d'albergo può permettersi di fare al giorno d'oggi perché è semplicemente troppo costoso condurre tali esperimenti con hotel veri.

E alla fine di quest'avventura forse ci sentiremo abbastanza sicuri di avere imparato quanto basta per fare il grande passo e buttarci nella mischia! Chi lo sa! Dev'essere per forza il migliore hotel del mondo? Non so nemmeno cosa questo vorrebbe dire esattamente. Ma mi piace l'idea di poter fare qualcosa che non è mai stato fatto prima, qualcosa che possa ispirare gli altri a spingersi sulla stessa strada. In fondo è proprio quello che abbiamo fatto con Tablet.